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Violenza sessuale in famiglia

"L'educazione sessuale inizia da piccoli"


Per Bruno Bühlmann, presidente dell’Associazione dei pedagogisti sessuali della Svizzera tedesca sedes e pedagogista sessuale e specialista della salute sessuale indipendente (isebi), è importante offrire ai genitori consulenza e sostegno.


Signor Bühlmann, perché pensa che sia necessario sostenere e consigliare i genitori in materia di educazione sessuale?


Sebbene la sessualità goda oggi di una grande diffusione pubblica, nel contesto privato rimane un argomento delicato, che spesso e volentieri con i bambini non viene neppure sfiorato. Il compito dei genitori è quello di sopperire ai bisogni dei figli, accompagnandoli e aiutandoli nel loro processo di maturazione. La sensualità e il desiderio sono potenzialmente insiti in ognuno di noi già nella prima infanzia, ed è giusto che questo aspetto della personalità venga valorizzato e stimolato al pari degli altri. È del tutto comprensibile che il termine “sessualità infantile” possa irritare e sconcertare i genitori. Infanzia e sessualità sembrerebbero infatti appartenere a due mondi distinti. In realtà, la nostra esistenza è caratterizzata e influenzata da aspetti sessuali in ogni fase di vita, anche nella prima infanzia. 
La sessualità infantile, sia chiaro, non somiglia per nulla a quella degli adulti. È una sessualità spontanea, naturale, che scaturisce dalla curiosità e dalla mancanza di pregiudizi. È una sessualità dell’individuo e non della coppia, imperniata sulla sensualità e sull’esperienza del proprio corpo.
I genitori che intendono affrontare il tema della sessualità con i propri figli devono ricevere sostegno e consulenza.

Non tutti i genitori sono disposti a confrontarsi con la sessualità in ambito educativo. Come si pone di fronte a questo fatto?


La sessualità assume connotazioni diverse, come diversi sono gli individui. Il concetto di sana sessualità può divergere da persona a persona, ed è giusto così. Sono le esperienze personali e gli influssi familiari, culturali e religiosi a formare la nostra opinione e a determinare in quale misura viviamo la nostra sessualità, il che può essere a volte problematico. Ai fini dell’educazione sessuale, mi sembra importante dare il giusto peso alle proprie opinioni, senza comunque dimenticare quelle scientifico-pedagogiche scaturite da studi e ricerche fondati.

Molti genitori si chiedono dove corre il confine tra un rapporto amorevole e rispettoso con i figli, che include il contatto con le loro zone intime, da un rapporto malsano e dannoso per il suo sviluppo.

Bisogna esortare i genitori a lasciare che sia il bambino a scoprire che cosa gli procuri piacere e che cosa no, in questo modo imparerà quando dire sì e quando dire no. Ciò che conta è l’esperienza del bambino. Fin dalla più tenera età, i bambini sono in grado di esprimere chiaramente quando provano piacere o sofferenza e quali sono i loro limiti. I genitori devono riconoscere questi limiti e rispettarli. Il rapporto diventa malsano quando l’esperienza non è più incentrata sul bambino, ma sulle fantasie erotiche e sul piacere dell’adulto, in altre parole, quando il contatto con il bambino eccita sessualmente l’adulto o è finalizzato al proprio godimento.

Esiste il pericolo che la pedagogia sessuale possa essere usata come pretesto per abusare sessualmente dei minori?


Naturalmente è necessario definire con chiarezza il concetto di limite e di abuso, ma penso che in genere i genitori, attenti e affettuosi, agiscano sempre nell’interesse dei figli. Le persone con tendenze pedofile possono ricorrere a un’infinità di motivazioni per giustificare le loro turpi azioni, anche all’amore verso il prossimo, un atteggiamento a dir poco agghiacciante.

A che cosa serve l’educazione sessuale? I bambini non imparano forse tutto da sé?


Una sessualità gioiosa, autodeterminata e responsabile, fondamentale per una vita sana, non si forma da sé, si sviluppa sotto l’influsso della famiglia, della scuola e della società e coinvolge aspetti importanti della nostra personalità, come la sensualità e il piacere, l’identità e il comportamento di ruolo, la capacità di relazionarsi con gli altri e di vivere in coppia e, ovviamente, la fertilità. La sessualità si basa in parte sui riflessi, ma per la gran parte viene acquisita nel corso di un processo continuo. Non bisogna lasciare soli i bambini nel processo di sviluppo sessuale. L’educazione sessuale non comincia solo con la pubertà, ma fin dalla prima infanzia. I bambini stabiliscono presto un rapporto con il proprio corpo e gli organi genitali, formando la loro identità sessuale. Nel farlo, registrano attentamente le reazioni di chi li circonda. Concedendo ai bambini di avere bisogni e sentimenti propri sui quali fare affidamento, li rendiamo più forti. È importante che dispongano di un linguaggio e che conoscano i termini per parlare di organi genitali, processi e sentimenti. Un’educazione aperta alla sessualità favorisce lo sviluppo e il consolidamento dell’identità. In questo senso, l’educazione sessuale può anche servire a prevenire gli abusi, perché è più difficile che bambini sicuri e consapevoli ne siano vittima.

Che cosa consiglia ai genitori che si sentono insicuri in relazione alla sessualità dei figli?


Oggi su questo argomento è disponibile una vasta letteratura di qualità. Anche il dialogo con altri genitori o con persone fidate può essere di grande aiuto. Per una consulenza, ci si può rivolgere a enti e associazioni specializzati in pedagogia sessuale, i quali forniscono pure materiale informativo e suggerimenti bibliografici.


I bambini hanno bisogno di maggiore protezione in rete

Berna, 29 marzo 2010



"Chi naviga con prudenza naviga con intelligenza!"

La Fondazione Svizzera per la Protezione dell’Infanzia e Action Innocence hanno deciso di unire le forze e lanciare una grande campagna in tutta la Svizzera per la prevenzione dei rischi connessi alle nuove tecnologie di informazione e comunicazione. Al centro di questa campagna c’è netcity.org, un gioco online incentrato sulla prevenzione, che intende raggiungere i bambini in modo giocoso e divertente e renderli consapevoli dello strumento che dovranno conoscere meglio.

L’obiettivo di netcity consiste nel mostrare ai bambini come navigare in maniera responsabile. Con il gioco i bambini imparano ad apprezzare le grandi possibilità del web e, nel contempo, a riconoscere chiaramente i rischi ad esso collegati. L’approccio preventivo di netcity intende consentire ai bambini di passare da una protezione passiva a un approccio attivo e responsabile.